03 aprile 2019

Buone notizie dal futuro dell’agricoltura

Organizzato da Bayer in collaborazione con il Campus Agroalimentare Raineri-Marcora, Agrievolution ha portato la relazione tra ricerca e agricoltura a Piacenza.

Se ne sono accorti anche sui social, dove la diretta Facebook sulla pagina Coltura e Cultura ha portato la discussione e gli interventi dei partecipanti a chi non aveva potuto essere presente fisicamente: martedì 2 aprile, il futuro del mondo della coltivazione ha fatto sosta al Campus Agroalimentare Raineri-Marcora di Piacenza, location scelta per  “Agrievolution – Ricerca e Agricoltura binomio inscindibile”. Organizzato da Bayer in collaborazione col Campus, l’incontro – introdotto dai saluti della Dirigente Teresa Andena - ha offerto l’occasione per discutere delle tre anime dell’innovazione agricola: difesa, genetica e digitale.

La genomica è stata al centro dell’intervento di Adriano Marocco - professore ordinario di Genetica agraria, direttore del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali Sostenibiliall’Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza – che ha posto l’accento sull’importanza della biologia molecolare per i recenti sviluppi della genetica delle piante coltivate. «Evidenze teoriche indicano che il dinamismo del genoma, regolato da fenomeni molecolari ed epigenetici, nonché lo sviluppo delle discipline “omiche” garantiranno ulteriori approfondimenti di conoscenza e progressi sull’uso delle piante per alimenti (umani e zootecnici), per la produzione di molecole a uso farmaceutico e nutraceutico e per l’ottenimento di materie base per la produzione di energia – ha spiegato - Notevole interesse scientifico oggi suscita l’interazione pianta-metagenoma del suolo con particolare riferimento ai microrganismi endofiti capaci di indirizzare e migliorare tappe fondamentali del metabolismo della pianta. La Genetica vegetale, punto focale della strategia della “Systems Biology”, rappresenterà la base per garantire cibo a sufficienza e di qualità ai nove miliardi di esseri umani previsti per il 2050, senza turbare l’equilibrio ambientale e garantendo lo sviluppo sostenibile».

L’innovazione genetica sta evidentemente accelerando grazie a nuove tecniche molto più rapide, precise e utili – come la genomica e le New Breeding Techniques – ma un altro tassello imprescindibile per le agricolture del futuro è la trasformazione digitale in atto, che permette di raccogliere un numero enorme di dati a livello globale per produrre soluzioni su misura. Professore di Agronomia e Sistemi Colturali all’Università degli Studi di Milano, fondatore e responsabile di Cassandra lab, Roberto Confalonieri ha sottolineato le ottime opportunità odierne per il trasferimento di nuove tecnologie in un settore che - un tempo restio ad accettarne l’inserimento in qualsiasi modo nel processo

produttivo – oggi si presenta invece letteralmente come un terreno fertile. «Dobbiamo fornire agli utenti conoscenze sufficienti per capire cosa è utile e cosa è semplicemente spazzatura impacchettata con un’accattivante carta dorata – ha però avvisato – perché un mercato così promettente sta attirando le attenzioni di molti soggetti improvvisati. Usabilità, economicità/redditività, adeguatezza tecnico-scientifica, rilevanza per l’utente target, capacità di rispondere alla domanda: queste sono le parole chiave che l’ICT deve usare per integrarsi e offrire agli agricoltori risposte concrete, basate ad esempio su livelli di connettività impensabili fino a poco tempo fa, su nuove costellazioni di satelliti e su simulatori sempre più raffinati». L’intelligenza artificiale aiuta insomma a interpretare la straordinaria mole di dati raccolti sul campo, contribuendo così a fare previsioni più attendibili e prendere decisioni più informate, aiutare a scegliere e integrare tutte le soluzioni tecniche disponibili, ottimizzando ogni punto del campo, per produrre di più con meno spese e con minore impatto ambientale.

Tutto questo fermento nel rapporto tra ricerca e agricoltura è utile per spiegare l’appassionato discorso con cui Maurizio Junior Chiurazzi - laureato in Tecnologie Agrarie all’Università degli Studi di Napoli Federico II, laureando in Plant Sciences alla Wageningen University & Research e delegato nello Youth-AG Summit di Bayer nel 2017 – ha ripercorso le scelte che, dagli studi classici, lo hanno portato ad approfondire la formazione nelle Plant Sciences alla Wageningen University & Research, a incrociare la sua strada con quella di Bayer e a sviluppare progetti di “urban, indoor and vertical farming” e sull’utilizzo delle biotecnologie in agricoltura.  «Nel “food system” di un futuro non troppo remoto – ha concluso - la collaborazione tra ricerca scientifica, aziende e agricoltori sarà una necessità. Anche i piccoli operatori dovranno essere tenuti in considerazione, la biodiversità andrà preservata e le informazioni condivise dovranno essere scientificamente corrette».

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Per informazioni: Convegno “Agrievolution – Bayer e il futuro dell’agricoltura”
c/o Campus Agroalimentare Raineri-Marcora di Piacenza
Strada Agazzana, 35 - 29122 Piacenza
Tel. 0523 458929

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