08 marzo 2018

L’Italia rimane fanalino di coda in Europa negli indicatori della parità dei sessi

  • Italia scende all’82esimo posto nella classifica Global Gender Gap.
  • Parità di genere obiettivo cardine delle Nazioni Unite nell’Agenda 2030.
  • Diritto alla contraccezione è un asset determinante nella parità di genere.
  • L’Italia è fra gli ultimi paesi per ricorso a contraccezione ormonale.
  • Le giovani millennial non s’informano abbastanza sui metodi contraccettivi disponibili.

 

Milano, 8 marzo 2018 – Nonostante le numerose conquiste in campo sociale e politico nella parità dei sessi, l’Italia peggiora la sua posizione passando dal 50esimo all’82esimo posto  fra i 144 paesi analizzati dal World Economic Forum nell’ultimo rapporto sulla parità di genere Global Gender Gap. Ancor più significativo e sconsolante constatare che, a livello Europa Occidentale, l’Italia si classifichi alla terza posizione più bassa preceduta dalla Grecia e seguita da Cipro.

 

Gli indicatori che penalizzano di più il nostro paese sono soprattutto legati alla parità di genere in campo politico dove vi è una preponderanza maschile nelle cariche elettive e di rappresentanza democratica. Secondo indicatore, che esprime un problema cronico per tutta la popolazione italiana, è quello legato alla parità di genere sul lavoro. Infatti, equivalenza nel trattamento economico per il medesimo ruolo o mansione, salario percepito e accesso a ruoli manageriali sono i punti dolenti che ci penalizzano maggiormente in questa classifica globale.

 

L’obiettivo globale della gender equality passa anche dal diritto alla contraccezione

 

Non è un caso che la parità fra i sessi sia al punto 5 dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile fissati per il 2030 nell’Agenda Globale delle Nazioni Unite. Infatti, non si tratta “solo” di una questione di diritti civili e sociali; la parità dei sessi è un obiettivo il cui raggiungimento ha come risvolto positivo lo “sblocco” di capitale e potenziale umano: una ricchezza che si riflette su tutto il sistema economico e sociale. Uno degli asset chiave per il raggiungimento di questo obiettivo globale risiede nel garantire a tutte le donne del mondo pari diritti nell’ambito della contraccezione e programmazione familiare.

 

Laddove c’è il riconoscimento del diritto della donna alla scelta di avere o meno una gravidanza e di poterla programmare intelligentemente in base al proprio progetto di vita, un paese si apre a una rivoluzione sociale che porta con sé sempre maggiori diritti ed eguaglianza di genere. La contraccezione dunque è sinonimo di parità; un progresso sociale che permette a ogni donna di vivere la propria vita affettiva e sociale con serenità e libertà. Una conquista che, però, non può prescindere da una corretta informazione e conoscenza di tutti i metodi contraccettivi a disposizione. Ecco perché Bayer riafferma tramite la campagna di informazione sulla contraccezione consapevole ogni donna è unica e irripetibile e, solo attraverso l’informazione e il proficuo confronto con il proprio ginecologo, è possibile decidere con cognizione di causa il metodo più adatto per ognuna.

 

 

Italia 2018 “analfabetismo di ritorno” in ambito contraccettivo

Dato per assodato che vi sia una stretta correlazione fra contraccezione e parità di genere, fanno riflettere i dati che collocano il nostro paese fra gli ultimi per quanto riguarda l’utilizzo di contraccettivi ormonali. Infatti, il Bel paese è molto “indietro” rispetto a stati come Belgio, Olanda e Lussemburgo dove il 40% delle donne li utilizza. In questa graduatoria il nostro paese è fermo, al pari dell’Ungheria, al 14%.

Fonte: Ricalcolo su base dati IMS e World Bank. Population (donne 15-49) – MAT 6/2016 – Contraccettivi ormonali short term: questa statistica non comprende sistemi intrauterini e impianti sottocutanei Zoom image
Fonte: Ricalcolo su base dati IMS e World Bank. Population (donne 15-49) – MAT 6/2016 – Contraccettivi ormonali short term: questa statistica non comprende sistemi intrauterini e impianti sottocutanei.

Stupisce e per certi versi allarma questo dato unito alle evidenze portate dalla ricerca commissionata da Bayer a GFK Health* dalla quale si evidenzia che le millennial non siano affatto più informate e consapevoli circa la contraccezione rispetto alle proprie madri**.

 

Commentando questo “gap generazionale” la Dottoressa Manuela Farris, specialista in ginecologia e ostetricia nonché Consigliere della Società Italiana di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SIGIA), ha dichiarato: “Negli anni ’70, sull’onda di un cambiamento epocale, le donne avevano una maggiore cultura e conoscenza del proprio corpo. Paradossalmente le ragazze di oggi, s’informano di meno e peggio, non sanno come sono fatte e sembra quasi che le più giovani abbiano una sorta di imbarazzo a conoscere sé stesse e a sapere cosa sia e come funzioni l’ovulazione o il ciclo mestruale. È necessario che ogni donna s’informi correttamente su tutte le opzioni a disposizione: un percorso da intraprendere con il proprio medico ginecologo per identificare il metodo più adatto a ognuna e che meglio si adatta alla fase di vita che la donna sta attraversando“.

 

Ogni donna ha il diritto portare avanti il proprio progetto di vita secondo scelte personali ponderate”. Dichiara Debora Segalina, responsabile Marketing di prodotto nell’area Women’s Healthcare di Bayer che aggiunge: “Nell’ambito della contraccezione ogni donna deve fare una scelta informata che passa dal confronto con il proprio medico ginecologo, perché la conoscenza di tutti i metodi contraccettivi è sinonimo di libertà“.

 

Fonte*studio GfK Health online rivolto a 3.013 giovani uomini e donne, di età compresa tra i 13 e i 25 anni in 15 paesi di Europa, Africa, Asia-Pacifico, America Latina e Nord America. Al fine di gestire correttamente la delicatezza del tema, il sondaggio non ha incluso i partecipanti più giovani nei campioni di alcuni paesi. Età per paese: 13-25: Cina, Sud Africa, Sud Corea, Thailandia, Turchia; 16-25: Argentina, Messico, Spagna; 17-25: Russia; 18-25: Brasile, Egitto, Francia, Italia, Kenya, USA. A causa del numero limitato di partecipanti nella fascia d'età più giovane (13-16 anni), i risultati per questa fascia d'età non vengono 

analizzati separatamente in questo rapporto. Di conseguenza, l'analisi e il rapporto si concentrano sulle fasce d’età tra i 13 e i 20 anni e tra i 21 e i 25 anni. In alcuni paesi alcune domande o risposte sono state escluse dal sondaggio.

Fonte** ricerca “‘Women and contraception: From baby boomers to millennials – has anything really changed” –. Il sondaggio è stato condotto da Opinion Health fra novembre 2016 e gennaio 2017 tramite un questionario online di cinque minuti distribuito in nove paesi: Francia, Germania, Italia, Spagna, Belgio, Irlanda, Messico, Brasile e Stati Uniti. Hanno partecipato alla survey circa 9.000 donne, ovvero 1.000 per paese, così ripartite: 500 con età compresa fra i 21 e i 29 anni e 500 con età compresa fra i 50 e i 65 anni.

Bayer

Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori Salute e Agricoltura. I prodotti e i servizi sono concepiti per migliorare la qualità della vita delle persone. Allo stesso tempo, il Gruppo punta a creare valore attraverso innovazione, crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività su principi di sviluppo sostenibile e di responsabilità etica e sociale. Nel 2017, il Gruppo ha impiegato circa 100.000 collaboratori e registrato un fatturato di 35 miliardi di euro. Gli investimenti in Ricerca & Sviluppo sono stati pari a 4,5 miliardi di euro. Maggiori informazioni sul sito www.bayer.it

 

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