13-mag-2009
Bayer per il sociale e Istituto San Raffaele del Monte Tabor presentano:
IL BENE OSCURO. Il genio, la ricerca, la vita.
Un film sulla ricerca scientifica che intende sensibilizzare il grande pubblico sul tema della ricerca e dei ricercatori, risorsa fondamentale per il futuro della nostra società.
Area Stampa
Bayer per il sociale e Istituto San Raffaele del Monte Tabor presentano:
IL BENE OSCURO. Il genio, la ricerca, la vita.
Un film sulla ricerca scientifica che intende sensibilizzare il grande pubblico sul tema della ricerca e dei ricercatori, risorsa fondamentale per il futuro della nostra società.
Bayer per il sociale e Istituto San Raffaele del Monte Tabor presentano in anteprima la
proiezione de
Il Bene Oscuro. Il genio, la ricerca, la vita
, un film diretto da Ettore Pasculli – padre del cinema digitale italiano d’autore
- realizzato con l’obiettivo di trasferire conoscenze sul mondo della ricerca e sulla vita dei
ricercatori. Ha ricevuto l’adesione del Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio
Napolitano, per l’intento di “richiamare una più diffusa sensibilità su temi così
rilevanti ed attuali”.
Il film è la storia di Eugenio, un promettente medico ricercatore di medicina molecolare, la
cui vita s’intreccia con quella di una pattinatrice e della gemella. Costretto ad emigrare per i
continui attriti con l’ambiente accademico, Eugenio realizza la sua grande intuizione in Germania.
Viene poi richiamato a lavorare in Italia, al San Raffaele, dove ritrova la sua pattinatrice,
Daria. Purtroppo le loro vite si complicano ed entrambi si scontrano ben presto con la realtà della
malattia e con una nuova dimensione familiare.
I contenuti del film sono stati
sviluppati con la collaborazione e il sostegno organizzativo di medici e ricercatori del San
Raffaele come Fabio Ciceri, primario di ematologia e Chiara Bonini, Responsabile
del laboratorio di Ematologia sperimentale. L’apporto degli specialisti del San Raffaele è
stato fondamentale per la costruzione della ricerca messa in atto dal protagonista. Il contenuto
scientifico del film si basa infatti su un lavoro che l’Istituto sta sviluppando e che consiste nel
trasferimento di geni nei linfociti T attraverso dei vettori, che fungono da trasportatori del
geni, e che hanno origine virale. I linfociti T sono dotatidi un recettore, una molecola
- T cells receptor - diversa ed unica per ogni linfocita. Pochi rari linfociti
hanno un tipo di
T cell receptor che permette loro di riconoscere con elevata affinità (cioè molto
efficacemente) e distruggere la leucemia. Il gene di questo
T cell receptor diretto verso la leucemia potrebbe, se isolato in laboratorio, e
trasferito in altri linfociti costituire una componente molto importante nel riconoscimento
e nella cura delle leucemie. Si tratterebbe di sfruttare una capacità che c’è già in natura,
ovvero potenziare attraverso la terapia genica i linfociti T e infonderli ad un malato in modo che
riconoscano la malattia. Questa ricerca è ancora in fase sperimentale e non ancora testata su
pazienti.
Il film ha voluto proiettare questo progetto in una fase futura, di sperimentazione clinica,
anche per raccontare l’esperienza di collaborazione e sinergia tra chi lavora in laboratorio e chi
al letto dei malati. Una collaborazione necessaria per il successo delle nuove terapie e già
ampiamente sperimentata al San Raffaele nel campo della terapia genica e in tanti settori della
medicina.
Il Bene Oscuro, per il suo messaggio e per i suoi contenuti scientifici è uno strumento molto
importante nella divulgazione del valore della ricerca. Per il San Raffaele esso rappresenta un’i
mportante iniziativa di raccolta fondi legata al progetto
Challenge in Oncology
. La nuova sfida dell’Istituto è infatti la realizzazione di una struttura interamente
dedicata alla ricerca e cura di tutti i tumori, che si differenzia dalle istituzioni già presenti
sul territorio nazionale non solo per la capacità unica di integrare didattica, clinica e ricerca
ma anche per il tipo stesso di ricerca intrapresa cioè di tipo genetico molecolare e cellulare.
“L’interazione multidisciplinare tra ricerca di base e clinica, diagnosi e trattamento della
malattia è indispensabile per lo sviluppo di nuovi farmaci e cure per combattere la malattia”
aggiunge Maurizio Savi, Direttore Operativo Ricerca San Raffaele.
Il film è diretto da Ettore Pasculli, uno dei padri italiani del cinema digitale d’autore,
secondo il quale «
questa opportunità si inserisce in un percorso iniziato grazie alle nuove tecnologie, su un
nuovo filone di film per il sociale che può contribuire a sensibilizzare il pubblico sul tema della
ricerca scientifica».
La positività dei valori legati alla professionalità e all’entusiasmo dei giovani ricercatori
è il messaggio principale che il film vuole trasmettere al pubblico. “
Quella dei giovani che fanno ricerca, passando dal microscopio alla corsia degli ospedali, è
una risorsa fondamentale per il futuro della nostra società, una realtà da conoscere e sostenere
per evitare la fuga dei cervelli all’estero” aggiunge Daniele Rosa direttore comunicazione
Gruppo Bayer in Italia.
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